EDITH STEIN
EDITH STEIN

Breslavia

Attualmente Breslavia è una città polacca , la quarta per popolazione, situata nella parte sud-occidentale del Paese, nella regione della Slesia. La città è attraversata dal fiume Oder e dai affluenti, il che conferisce alla città un aspetto piuttosto particolare e caratteristico. E' città di pianura, nella zona del clima temperato, soggetta all'influenza sia del clima continentale sia del clima oceanico.

E' città molto ricca di storia.

Compare già in una mappa del 142 dC, ma gli eventi degni di rilievo partono dal Medioevo, quando Breslavia passa dalle mani della Boemia al Regno di Polonia per finire poi nel Ducato di Slesia. Occupata dai Tartari nel XII secolo, viene data alle fiamme per costringere gli invasori ad andarsene. Dopo questo evento, la popolazione tedesca prende numericamente il sopravvento su quella polacca.

Si sviluppa notevolmente, diventando un importante centro commerciale.

Nel XIV secolo viene incorporata, come molte altre città della Slesia, al Regno di Boemia.

Nel XVI secolo viene raggiunta dalla riforma protestante; dal 1523 al 1526 la confessione riformata viene imposta nell'intera città di Breslavia, ma nel 1526 la Casa d'Asburgo riporta nella città la confessione cattolica.

Nel 1618 sostiene la guerra dei trent'anni per non perdere il diritto alla libertà religiosa.

Al termine di essa, viene occupata dai sassoni e dagli svedesi.

La Controriforma cattolica porta in città numerosi Ordini Religiosi, tra cui i Francescani, i Cappuccini, i Gesuiti e le Suore Orsoline.

All'inizio del 1700 l'imperatore Leopoldo I fonda il Collegio dei Gesuiti, che diventerà poi l'Università di Breslavia, ove la stessa Edith studierà per un anno.

Nel 1763 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria cede la Slesia, che viene annessa al Regno di Prussia.

E' a Breslavia che il re Federico Guglielmo III di Prussia tiene il discorso nel quale annuncia la decisione di allearsi con l'impero russo contro Napoleone Bonaparte. Breslavia diviene così centro del movimento di liberazione contro Napoleone. I volontari qui convengono da tutte le parti della Germania.

Sempre nel periodo napoleonico vengono rimosse dalla città le fortificazioni in modo da potersi espandere; diviene importante snodo ferroviario e notevole centro industriale.

Nel 1871 si ha l'unificazione della Germania e Breslavia risulta essere la sesta città più importante dell'impero tedesco.

Tra il 1860 e il 1910 si ha un fortissimo incremento demografico.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, Breslavia diviene capitale della appena nata Provincia della Bassa Slesia.

Durante la Repubblica di Weimar la comunità polacca, sempre rimasta presente in città, ottiene di celebrare i riti liturgici in polacco, come anche di avere il consolato, la scuola e la biblioteca. Questo fino alla rivolta della Slesia del 1920, quando scuola e consolato vengono distrutte e la biblioteca bruciata. Molti polacchi scelgono di trasferirsi in Polonia.

Durante l'Impero tedesco diventa roccaforte del liberalismo di sinistra.

Con l'avvento del Nazionalsocialismo, molti abitanti di Breslavia si fanno sostenitori della politica nazista al punto che nelle elezioni del 1932 il partito ottiene il 44% dei voti, terzo punteggio più alto di Germania.

Quando nel 1933 Hitler prende il potere, gli studenti polacchi ed ebrei, i comunisti, i socialdemocratici e i sindacalisti vengono immediatamente perseguitati, come anche vengono chiuse o distrutte le istituzioni dei nemici politici del nazismo.

Nel 1938 viene distrutto il circolo culturale polacco.

Gli ebrei rimasti in città sono circa 10.000: la maggior parte viene inviata nei campi di concentramento.

La stessa città di Breslavia viene circondata da una serie di campi di lavoro forzato, ove vengono mandati ebrei e polacchi per servire le aziende industriali.

Per la maggior parte della Seconda Guerra Mondiale Breslavia non viene interessata dai combattimenti, tanto che accoglie profughi da altre città tedesche bombardate, soprattutto Dresda.

Nel febbraio 1945 l'Armata Rossa si avvicina alla città.

Il divieto di evacuazione viene tolto troppo tardi, cosicché, dopo 3 mesi di assedio, la città capitola.

La Conferenza di Posdam stabilisce che Breslavia, come quasi tutta la Slesia, entri a far parte della Polonia.

La popolazione tedesca, che è in netta maggioranza, tra il 1945 e il 1949 o viene espulsa o fugge nella Germania Ovest.

Chi resta, viene sottoposto a verifica del proprio comportamento durante la guerra.

Attualmente è non solo una città polacca a tutti gli effetti, ma anche uno dei più grandi centri culturali e intellettuali della Polonia, sede di musei, teatri, gallerie d'arte, ecc.

Quanto fin qui detto ci è utile proprio per collocare Edith nel suo spazio, cioè in un territorio fortemente multiculturale, perciò ricco di stimoli differenti, di equilibri dinamici tra comunità diverse, che chiedono conoscenza e soprattutto rispetto reciproco, ma anche solida identità personale.



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