EDITH STEIN
EDITH STEIN

1891-1942

La storia personale di Edith è in maniera evidente si trova intrecciata con la grande storia della sua nazione (la Germania) e del suo popolo (tanto quello tedesco quanto quello ebreo).
Edith , come abbiamo ormai più volte detto, nasce a Breslavia nel 1891 e muore ad Auschwitz nel 1942. Questi 51 anni di vita sono collocati all'interno della storia della Germania che può essere divisa in 3 grossi periodi: il primo, detto dell' “Impero Tedesco”, che va dal 1871 (dunque 20 anni prima della nascita di Edith) al 1918 (2 anni dopo che Edith si è laureata); il secondo, detto della “Repubblica di Weimar”, che va dal 1919 al 1933 (che corrisponde al periodo in cui Edith è insegnante e conferenziera); il terzo e ultimo, dell'ascesa e della sconfitta Nazista, che va dal 1933 al 1945 (quando Edith è monaca carmelitana e come tale muore, 3 anni prima della capitolazione di Hitler).
 
Scendiamo ora più nel dettaglio di questi tre momenti storici.
 
Il primo, l'Impero Tedesco.
Guardando al contesto europeo, in Francia regna Napoleone III.
In Spagna, nel 1869, la Regina Isabella II viene espulsa dopo la rivoluzione: il trono è quindi vacante.
La Prussia tenta di insediarvi il principe Leopoldo .
La Francia protesta e dichiara guerra alla Prussia, ma viene sconfitta. Non solo, l'esercito francese capitola in numerose città mentre quello prussiano avanza. Napoleone III viene imprigionato a Parigi e improvvisamente lì viene proclamata la Repubblica. La Germania arriva ad assediare Parigi, la quale nel 1871 si arrende, pagando alla Prussia una ingente somma di denaro e cedendo i territori dell'Alsazia e della Lorena.
Dopo l'assedio di Parigi i principi tedeschi proclamano Guglielmo di Prussia Imperatore e Otto von Bismarck cancelliere: trattasi di una monarchia costituzionale, con parlamento eletto a livello nazionale e avente potere legislativo. Di questo Impero fanno parte 25 Stati. L'Austria non è inclusa in questo nuovo Impero.
Molto è l'entusiasmo, non solo per i successi militari, ma anche per la forte crescita economica dovuta alla crescente industrializzazione. Emerge anche il ceto borghese, non senza una buona dose di risentimento da parte della nobiltà. E' garantita la libertà di parola, di stampa, di religione e di associazione.
La politica di Bismarck è caratterizzata da una forte avversione verso i nemici, veri o presunti: lo Stato Prussiano protestante, la Chiesa Cattolica, i sudditi dell'Impero non germanofoni (cioè francesi, danesi, polacchi), il Partito Socialista. La politica attuata è quella di una germanizzazione a tappeto. Quanto a politica estera, Bismarck batte la via della conservazione, temendo una alleanza tra Francia e Russia, che sarebbe risultata una autentica per la Germania. Per questo nel 1871 stipula la “Lega dei tre imperatori”, una sorta di alleanza tra Germania, Russia e Austria e nel 1879 una duplice alleanza tra Germania e Austria-Ungheria, che diviene triplice alleanza nel 1882, perchè viene coinvolta anche l'Italia.
Quando le altre potenze europee tentano colonie in Africa, per non turbare gli equilibri politici Bismarck volge le proprie attenzioni colonizzatrici verso l' Asia e l'Oceania; all'Africa guarda solo dopo aver stabilito le linee guida per l'acquisizione del suolo africano con gli altri Stati europei.
Nel 1888 muore Guglielmo I; gli succede il figlio Federico II, già malato di cancro alla gola; difatti muore 3 mesi dopo, lasciando il trono al figlio ventinovenne Guglielmo II di Prussia. Di idee politiche tutt'altro che conservatrici come Bismarck, il nuovo imperatore si dedica all'espansionismo coloniale e a fare della Germania una grande potenza, mettendosi in concorrenza con la flotta britannica.
Nel 1890 Bismarck è costretto a dimettersi e trascorre gli ultimi suoi nove anni di vita scrivendo le sue memorie.
Guglielmo II non è però attento a rinnovare l'alleanza con la Russia, la quale avvicina le sue posizioni alla Francia. La stessa espansione coloniale porta a screzi con la Gran Bretagna, la Russia, il Giappone e gli Stati Uniti.
Costruisce la ferrovia che collega Berlino a Baghdad, cioè il Mare del Nord col Golfo Bersico passando per il Bosforo; questo peò si scontra con gli interessi russi e britannici.
Questo isola sempre più la Germania dal resto delle potenze europee.
Nel 1905 la Germania rischia la guerra contro la Gran bretagna e la Francia per via del Marocco, questione che resta calda fino al 1912.
La corsa agli armamenti, la rivalità tedesco-britannica, la politica russa nei Balcani, le difficoltà interne all'Impero austro-ungarico creano un clima di fortissima tensione.
L'uccisione dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria e di sua moglie a Sarajevo per mano di un nazionalista serbo è la scintilla che fa scoppiare la 1° Guerra Mondiale, conflitto che si estende all'estremo Oriente e all'Africa. Nel 1917 entrano in guerra anche gli Stati Uniti.
Ovviamente non è questa la sede per analizzare lo svolgimento del conflitto.
Ci basti sapere che lo scacchiere internazionale si muove in modo tale che Guglielmo II è costretto ad abdicare e il socialdemocratico Philipp Scheidemann, il 9 novembre 1918, proclama la repubblica. L'11 novempre a Comiègne viene siglato l'armistizio e il 28 giugno 1919 in base al Trattato di Versailles, la Germania cede l'Alsazia, la Lorena, le colonie e la provincia di Posen. Il suo esercito obbligato a ridursi numericamente, come anche la marina militare, ingente materiale bellico viene sequestrato, viene obbligata ad accettare la responsabilità della guerra e di conseguenza a pagare forti somme per i danni arrecati.
 
E' su questo terreno che nasce in Germania, l'11 agosto 1919, la Repubblica di Weimar, tentativo di instaurare sul suolo tedesco un regime pacifico, liberale e democratico. Viene redatta una nuova Costituzione.
I problemi economici sono però enormi. Dunque frequenti sono i focolai di rivolta.
I rapporti con Gran Bretagna e Francia sono sempre tesi; gli Stati Uniti si sono già ritirati dall'Europa, quindi alla neonata Repubblica non resta che guardare alla Russia, divenuta nel frattempo “Unione Sovietica”, per tentare di instaurare relazioni diplomatiche.
Nel 1923 la zona della Ruhr viene invasa da francesi e belgi per il mancato pagamento, da parte della Germania, dei danni di guerra. Gli abitanti della Ruhr oppongono resistenza passiva, che indubbiamente arreca danni al governo francese, ma fa scattare anche una iperinflazione in tutta la Germania. Molti sono perciò quelli che diventano nemici della debole Repubblica, al punto da arrivare a essere simpatizzanti delle neonascenti forze di estrema destra.
Tra il 1923 e il 1928 la crescita industriale migliora la situazione economica, tuttavia i movimenti di destra, capeggiati dal già violento Adolf Hitler, acquistano consistenza e si organizzano al punto tale da riuscire a vincere le elezioni del 1924.
Nel 1929 il crollo di Wall Street, con conseguente crisi economica mondiale. E' l'inizio della grande depressione in Germania, ove la situazione si deteriora con estrema rapidità.
Nel 1931 fallisce una delle più grosse banche tedesche; nel 1932 i disoccupati sono 6 milioni. Questo il terreno fertile di Adolf Hitler, il quale, con il suo partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi, facendo leva su temi razziali e promettendo di dare lavoro ai disoccupati, accusando gli ebrei di cospirazione e affermando che la 1° Guerra Mondiale era stata persa a causa di tradimenti interni, riesce a radunare attorno a sé gli scontenti della Nazione, a fare una pressione tale sul Governo da farsi nominare, il 30 gennaio 1933, cancelliere del Reich.
 
Purtroppo il malcontento toglie lucidità alla mente, al punto che si arriva a credere come vere affermazioni assolutamente deliranti e paranoidi come quelle sostenute da Hitler sulla cospirazione ebraica e sul tradimento interno durante il 1° conflitto mondiale...
Per assicurarsi la maggioranza, Hitler indice le elezioni.
Il 27 febbraio 1933 scoppia un incendio nella sede del PartitoNazista. Come è tipico delle personalità paranoidi, Hitler cerca subito chi accusare. Questa volta nel mirino finiscono, naturalmente senza prove, i comunisti. Subito dopo, costringe ad approvare un decreto, che resterà in vigore fino al 1945, che abolisce molti diritti politici e persino umani previsti dalla Costituzione di Weimar. Vengono istituiti i primi campi di concentramento, ove trovano immediata residenza gli attivisti comunisti e socialisti, posti alla mercé della nuova polizia segreta, la Gestapo. Nell'aprile 1933 viene proscritto il Partito Comunista.
Nel 1934 muore il Presidente della Repubblica. Hitler fa approvare una legge che dichiara la presidenza vacante e che trasferisce i poteri al cancelliere, cioè a Hitler stesso, che assume il nuovo nome di Führer della Germania Nazista. Giunto al potere, abolisce le istituzioni democratiche e i partiti di opposizione. Fonda così il “Terzo Reich”.
E' del mese di giugno, tra il 29 e il 30, 1934 la “Notte dei coltelli”, in cui le SS arresta il politico e militare Ernst Röhom con i suoi luogotenenti: vengono giustiziati senza prova alcuna perché ritenuti una minaccia.
Le SS passano sotto il potere di Himmler, supervisore anche dei campi di concentramento.
Hitler ricostruisce l'aviazione militare, introduce il servizio di leva, viola il Trattato di Versailles iniziando un riarmo potente, promulga leggi discriminatorie contro gli ebrei e i gruppi di origine non germanica (entrambi perdono la cittadinanza tedesca nel 1935), dà il via alle deportazioni non solo degli ebrei, ma anche dei Rom, dei Sinti, dei gay, degli obiettori di coscienza, dei testimoni di Geova.
Fonda l'asse Roma-Berlino e firma con il Giappone il Patto anti-Comintern. La sua politica estera si fa evidentemente aggressiva. Annette l'Austria alla Germania nazista, dopo averla invasa nel 1938; nel marzo 1939 dichiara la Cecoslovacchia “Protettorato del Reich”. Nell'agosto del 1939 firma un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica (il Patto Molotov-Ribbentropp, che prevede la spartizione della Polonia e la riannessione dei Paesi Baltici all'Unione Sovietica). Nel settembre 1939 Hitler invade la Polonia, rompendo il Patto: è l'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Non ci attardiamo a parlare di questo conflitto, a noi storicamente ancora così vicino e per questo certamente ben conosciuto. Ci limitiamo a dire che i primi due anni di guerra sono favorevoli per la Germania e i suoi alleati, cioè l'Italia fascista e l'Impero giapponese; l'invasione della Russia nel 1941 e l'entrata in guerra degli Stati Uniti inverte però la rotta. La Germania inizia a vedere il suo sfacelo già nel 1944; collassa nel maggio 1945 quando Berlino viene conquistata dalle truppe sovietiche. Ciò che resta nel settembre 1945 è una Germania distrutta politicamente ed economicamente, per non parlare dell'aspetto umano e delle responsabilità morali.
 
Ecco, questo cammino lungo e impegnativo tra le pagine della storia, ci testimonia come tutti noi siamo profondamente collegati alle vicende storiche che ci possono determinare talvolta anche in maniera molto profonda, come la storia personale di Edith ci mostra.


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