EDITH STEIN
EDITH STEIN

CULTURA e dintorni

Per quanto la ricerca intellettuale e spirituale possa essere personale, ogni persona si forma all’interno di un contesto sociale e culturale preciso, con il quale vive in un continuo scambio osmotico. Edith non solo non fa eccezione, ma a motivo del suo particolare cammino, frutto della sua personalità, ci testimonia quanto questo dato sia concreto e incontestabile.

Fin dai tempi della scuola superiore Edith affronta con molta serietà il percorso di studi; dalla sua autobiografia sappiamo che sostiene la maturità scientifica riportando ottimi voti. Si iscrive poi all’Università della sua città natale, immergendosi a capofitto nei corsi e nelle lezioni, con una modalità che dimostra con evidenza come ella fosse mossa da una autentica passione per la conoscenza, da una urgenza di trovare risposte alle domande interiori, da un forte senso di responsabilità storica e civile.

Lo racconta Edith stessa nella sua autobiografia:

 

"Il giorno dopo mi trovavo dinanzi al famoso quadro per gli avvisi. In uno stretto corridoio della nostra cara, vecchia università di Breslavia, c'era una fila intera di lavagne a muro, completamente ricoperte di piccoli foglietti bianchi sui quali i docenti comunicavano il tema, l'ora, il luogo e l'inizio delle loro lezioni. Bisognava studiare tutto quanto con molta attenzione, poiché vi erano delle divergenze rispetto all'elenco delle lezioni in stampa. Fu qui che composi il mio orario: Fu un bene che l'orario di alcuni seminari da me presi in considerazione coincidesse, in modo che fui costretta a una selezione. Altrimenti sarei certo arrivata a 40 o 50 ore settimanali. Ma anche così ce n'erano abbastanza: l'indogermanico, il protogermanico e la grammatica tedesca moderna, la storia del dramma tedesco, la storia della Prussia nell'età di Federico il Grande e la storia costituzionale inglese, un corso di greco per principianti (ero sempre stata molto insoddisfatta che non ci fossero licei classici femminili ed ora volevo recuperare in parte le cose perdute; inoltre le disposizioni per gli esami di storia richiedevano qualche nozione di greco). A ciò si aggiunse la cosa che aspettavo con maggiore impazienza: quattro ore di introduzione alla psicologia [...]

Mi trovavo bene con l'ordine del giorno completamente occupato e vi sguazzavo allegramente come un pesce nell'acqua limpida e al sole caldo".

 

E ancora:

 

Ero indignata dall’indifferenza con la quale la maggior parte dei miei compagni di studio si ponevano nei confronti delle questioni di carattere general: una parte di essi, durante i primi semestri, inseguiva soltanto il divertimento, altri si preoccupavano soltanto di riuscire  a mettere insieme le nozioni necessarie al superamento dell’esame, e assicurarsi poi il cibo”.

 

E’ dei tempi dell’università la partecipazione al gruppo pedagogico, come anche all’associazione accademica affiliata delle società Humboldt per l’istruzione popolare.

Con l’onestà interiore e il rigore intellettuale che la contraddistinguono, quando si rende conto che l’Università di Breslavia non ha più nulla da offrirle in quanto a nuovi stimoli, a seguito anche della lettura delle “Ricerche logiche” di Husserl, lascia Breslavia per Gottinga. Lì trova il suo habitat, al punto tale non solo da lasciarsi plasmare come fenomenologa, ma anche da dare poi il suo personalissimo contributo con la sua ricerca sull’empatia. 

 

Quanto fin qui detto non è per nulla nuovo: è già stato ampiamente trattato nella sezione riguardante la “Storia di una famiglia ebrea”. E’ stato ricordato sommariamente per dire che veramente non è possibile comprendere Edith fuori dal suo contesto storico e culturale.

Da qui il motivo di questa sezione all’interno del sito, il cui obiettivo è proprio quello di presentare l’humus nel quale Edith è cresciuta e si è formata, perché anche la lettura dei suoi testi possa essere poi più vera e più feconda.

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